lunedì 25 maggio 2015

Gioielli dallo spazio? articolo di Lucio Tarzariol


Maggio 2015 - questo mese su Archeo Misteri magazine.
Articolo sui gioielli degli antichi egizi che confermerebbero che gli antichi dei egizi erano alieni,
a cura dell'Artista e studioso Lucio Tarzariol



         


“Gioielli dallo spazio”


Un’altra prova che gli Dei egizi erano alieni

A cura di Lucio Tarzariol

 

 

Prima di andare al punto focale della questione, titolo di questo articolo, vorrei porre attenzione su grandi conoscenze egizie di cui poco si parla, ma che in realtà assumono una rilevanza storica che può presentarci alcuni interrogativi irrisolti. Pochi sanno che gli antichi egizi già conoscevano la malachite e l'azzurrite, sempre in associazione col rame nativo, conoscevano i carbonati di rame dal colore blu e verde, conoscevano l'ossido di rame che appare rosso e la dorata calcopirite. Agli egizi si devono parecchie conoscenze alchemiche che evidenziano una misteriosa  conoscenza, un antico ed avanzato sapere “alchemico” che ci porta a chiederci se queste conoscenze potevano essere solo dovute alla ricerca o all’insegnamento?

La più antica invenzione secondo alcune fonti, fu lo smalto vetroso, conseguenza della scoperta del rame circa 4000 a.C. utilizzato in  Egitto per realizzare perle ed altri oggetti che assunsero quel particolare colore blu. Un’altra invenzione fu la vetrificazione superficiale delle statuette avvenuta intorno al 3600 a.C. Infatti gli egizi per smaltare la superficie delle loro statuette trovarono un artifizio che consisteva  nell’uso dello  smalto di crisocolla e dal natron, aumentando la quantità di natron, oppure procedevano sostituendo il natron con la soda caustica.

 Altra grande invenzione fu il silicato di soda, circa 3600 a.C.

Infatti per fabbricare statuette di pietra "riaggregata" impararono a usare la “fritta alcalina”, un materiale, che, con l'acqua, dà silicato di soda chiamato anche vetro solubile. Sempre in questo periodo riuscirono ad inventare anche a pietra artificiale, aggregata grazie al turchese, che vede un fine strato di silicato di soda fa presa all'aria.

Più tardi, verso il 2700 a.C. appresero l'agglomerazione dei calcari alluminosi che credesi fatta da Imhotep.

Imhotep fu Il “Grande architetto”, si dice che scoprì le proprietà degli strati calcarei della piana di Saqqarah, che gli permise la fabbricazione di blocchi impastati (calcestruzzo di calcare artificiale). Con questa tecnica, secondo Joseph Davidovits, furono costruite le tre grandi Piramidi di Gizah: con blocchi di pietra riaggregata, non con enormi massi cavati direttamente dalla roccia-madre come ufficialmente si crede. Certo che se così non è, solo aggeggi tecnologici simili al laser potrebbero essere così precisi per la realizzazione di alcuni artefatti egizi che ben conosciamo. Fu sempre in quelle grandi piramidi che secondo le affermazioni di Sir William M. Flinders e Kinnaman, nel suo libro “Digger For Facts”, che avvenne il ritrovamento, nel 1924, di una camera segreta nella Grande Piramide, camera piena di prismi in cristallo e sofisticati oggetti tecnologici, caso riconfermato anche in un articolo del “Rosicrucian Digest”,  dove si accennava perfino dell rinvenimento, nello stesso sito, di una mostrina militare vecchia di 3.500 anni, ma questa è un’altra storia.

 

 

 

Come molti studiosi, ormai hanno potuto apprendere, gli egizi avevano “un sapere” che fa pensare ad un insegnamento apportato da una civiltà avanzata di natura aliena che possedeva tecnologie superiori che solo negli ultimi secoli l’uomo ha cominciato ad imparare.

 

 

 

Ora ritengo opportuno azzardare con il mio pensiero, entrando in una logica che può sembrarvi assurda, ma se avete letto i miei articoli dove riporto ciò che è stato detto dagli antichi storici, non potete che concordare con semplice obbiettività ed evidenza deduttiva dei dati. Alcune costruzioni ed alcuni oggetti egizi che non trovano spiegazione logica ne di realizzazione ne di materiale che a volte risulta sconosciuto; sono semplicemente realizzati con una tecnologia sconosciuta, o addirittura, fatti di materiali extraterrestri, non fatti di materiale meteorico, come alcuni credono; così come accade per gli impianti ritrovati negli addotti che analizzati vengono definiti di materiale extraterrestre meteorico. A mio avviso la spiegazione è semplice, sono “materiali alieni” perché creati o portati da alieni; non serve cercare logicità nel materiale meteorico perché si crede che gli alieni non esistano, quasi sempre la cosa più ovvia sta davanti agli occhi. Ad esempio vedete la giustificazione data per la realizzazione di alcuni gioielli che appartenevano a Dèi o semidei ibridi; nello specifico le perle di una collana rinvenuta all'inizio del secolo scorso  realizzate, secondo gli esperti con “il ferro di rocce celesti cadute sulla Terra almeno 3300 anni prima di Cristo” e che vengono, ufficialmente così giustificate, riporto l’articolo come riportato in rete: “I ricercatori della Open University (OU) e dell’Università di Manchester hanno accertato che le antiche comunità egiziane utilizzarono i meteoriti nei loro gioielli prodotti con il metallo.

L’esemplare, una sorta di perla oblunga, è stato trovato nel 1911 in un luogo di sepoltura a Gerzeh, situato al di fuori del Cairo. Otto altre perle simili sono state ritrovate nel sito.

Gli esperti hanno datato il reperto al 3.300 a. C. Riferisce “Nature” che esso rappresenta il più antico manufatto egizio noto a base di ferro. Testimonianza del fatto che l’oggetto in questione è stato fatto migliaia di anni prima che si verificasse l’uso del ferro in Egitto”.

Già qui ci sarebbe da obiettare dato che il ferro a quanto pare si usava, ne è prova il ritrovamento di una tavoletta di metallo spessa 3 millimetri, lunga 30,48 centimetri e larga 10,16 centimetri, proveniente dalla muratura della facciata meridionale della grande Piramide, proprio nel punto di uscita del pozzo meridionale della Camera del Re rivolto verso Orione. Il reperto è custodito al British Museum e fu scoperto da Howard Vyse, nel 1836-37. Su questa lamina di ferro, sono state trovate tracce d’oro ed Il dottor Jones, assieme al dottor El Gayer, sostennero che il piatto di metallo era “molto antico” e dalle analisi sembra risalire al 2500 a.C. Ma tornando alla perline della nostra collana, gli scienziati, dopo lunghi dibattiti circa l’origine del metallo, hanno recentemente concluso che il metallo utilizzato nel gioiello, vecchio di 5000 anni, è venuto dallo spazio. L’Articolo continua dicendo:

“A parte la teoria del meteorite, che è la teoria originale, un’altra teoria che è emersa nel 1980 e asserisce che il metallo fu formato come un sottoprodotto accidentale di un inizio di fusione.

Gli esperti delle due università attraverso le loro competenze e le risorse utilizzate, come la microscopia elettronica e la tomografia computerizzata hanno esaminato le perline che formano il gioiello. Questa collaborazione ha contribuito a risolvere il dibattito di lunga data sull’ origine del metallo.

 

 

 

Dopo un esame approfondito, i team sono giunti alla conclusione che il metallo aveva una origine celeste. O meglio, spaziale.

Mentre gli scienziati non potevano tagliare il pezzo di metallo per vedere dentro come fosse composto, c’è stato comunque il modo di dare uno sguardo all’interno per esaminare il modo in cui fu composto l’oggetto. Usando le più avanzate tecnologie, che cosa hanno trovato gli esperti?

Un’ alta concentrazione di nichel, insieme ad altre proprietà che fanno riferimento ai tipi di elementi trovati nei meteoriti.

“Questa ricerca evidenzia l’applicazione delle moderne tecnologie per materiali antichi non solo per capire meglio i meteoriti, ma anche per aiutarci a capire ciò che le culture antiche hanno considerato questi materiali, e l’importanza che rappresentavano per loro”, ha detto UO Project Officer Diane Johnson, autore principale dello studio in un comunicato stampa.

Ciò che lo SmithsonianInstitute descrive come ferro, era in realtà un elemento molto ambito nell’ antica società egiziana.

Il ferro era associato alla ricchezza e al potere in Egitto. La sua presenza è stata considerata come un conferimento di dignità reale mandato dagli dei. Di solito infatti, solo chi aveva sufficienti potere e ricchezza sostanziale ne era in possesso.

“Il cielo era molto importante per gli antichi egizi”, ha detto Joyce Tyldesley, docente di Egittologia presso l’Università di Manchester. “Qualcosa che cade dal cielo è considerato come un dono venuto dagli dei.”

Ed eccovi anche l’immagine di una delle perline della collana egizia, capirete che il mio parere, vede un semplice gioiello realizzato con materiali di altri pianeti, perché è da altri pianeti che venivano gli Dèi Alieni, come gli stessi antichi storici ci hanno lasciato detto.

Infatti, Erodoto parla di dinastie Divine seguite dai Semidei, dagli Eroi e poi dai Re umani. Diodoro, Eratostene, Manetone, non da meno, ci dicono le stesse cose. Infatti, l'aspetto e i decori del volto dei faraoni egizi prendevano spunto dal volto e dai simboli degli antichi Dèi, ovvero della razza aliena degli “Horus”, o meglio, i “seguaci di “Horus”,“gli Akhu Shemsu Hor”; e ciò pare riconfermarsi anche dalle indagini sugli addotti delle odierne abduction. Infatti, non a caso, il frammentario papiro reale di Torino, scritto all'epoca del re Ramesse II, che è una delle nostre migliori fonti di sapere in merito a “queste credenze”; nella prima colonna elenca dieci esseri divini, tra cui: Ra, Geb, Osiride, Seth, Horo, Thot ed altri, liste che, tra l’altro, ritroviamo anche ad Abido. La maggior parte di queste figure sono illeggibili, ma il periodo in cui regnò Horo è definito chiaramente in 300 anni, mentre il periodo in cui regnò Thot è addirittura 3126 anni. La seconda colonna elenca altre nove dinastie di esseri divini, tutti regnanti prima del noto sovrano Menes. Inoltre non dimentichiamoci del profilo della stirpe di Akenaton che riportò in Egitto il culto del dio Aton; e dei teschi allungati trovati in tutto il mondo: Abido, Messico, Nazca, perfino in Vaticano, ecc.; non mi dicano che quei teschi sono il risultato di un rituale; ditemi se c’è anche un rituale, che oltre ad allungarli, fasciandoli strettamente, abbia anche la capacità di ingrandirli? Molte sono le prove, già nel mio libro l’Invisibile Mistero della Creazione del 2005 ne raccolsi a bizzeffe, ma, a quanto pare la strada per capire le cose semplici è ancora lunga.



Commento:

Alcuni continuano a considerare speculazione il fatto di considerare il "contatto alieno", ogni volta sia applicabile tale possibilità, per cui visto "che pensare" e dire cosa si pensa, al momento pare "non essere vietato"; continuerò a farlo. A parer mio, visto che vi è libertà di parola; chi ostinatamente si pone in opposizione in modo accanito, forse e dico "forse", potrebbe voler nascondere qualcosa. Del resto, gli stessi egizi ci dicono attraverso le loro opere che i loro dèi discesero dal cielo, nello specifico da Orione e Sirio e giunsero con aspetto umano. Furono “Iside e Osiride” che iniziarono la razza umana nel nostro pianeta e dissero che sarebbero ritornati, cosa che oltre ad essere presente nella “leggenda” sarebbe anche scritta sui muri “magnetici” della misteriosa tomba attribuita all’Osiride, si veda “il progetto Isis del KGB”. Non bastasse questo a incuriosire, vi riporto ciò che circola in rete e pare sia successo nel 1988, quando l’egittologo francese Luigi Caparat, andò in Egitto per esplorare la Grande Piramide e vi trovò un alieno mummificato vecchio di migliaia di anni. A quanto pare, fu ritrovato anche un rotolo di papiro dove si affermava che l’alieno era un messaggero risalente al periodo del faraone Cheope. Mentre le iscrizioni nella stanza segreta raccontano di come questo alieno fosse venuto sulla Terra perché la sua razza extraterrestre era estremamente interessata al popolo egizio. L’extraterrestre sarebbe stato ben accolto dal popolo egizio, e per questo sarebbe stato sepolto all’interno della piramide. Dalle indagini si desunse che gli egiziani avevano collegamenti con extraterrestri, addirittura il sistema di supporto vitale che si trova con la mummia aliena era un sistema avanzato che evidenziava la presenza di una tecnologia aliena, che probabilmente ha reso possibile la costruzione delle piramidi. Si racconta anche che il Biologo spagnolo F. de Braga voleva aiutare Caparat ad esaminare questi resti, ma le autorità egiziane per motivi sconosciuti, hanno insabbiato tutto, prendendo i resti e mandando via il biologo senza spiegazioni ufficiali. Tralasciando la curiosa piccola mummia che sarebbe stata trovata nella tomba di Tutankhamon, il giovane faraone al quale è legato anche il curioso “pugnale di ferro proveniente dallo spazio” e la curiosa anatomia della discendenza di Akenaton, un’altra sepoltura con una mummia ritenuta “aliena”, è proprio quella rinvenuta all’interno della piramide El-Lahun; scoperta da Viktor Lubek, un professore in pensione della Pennsylvania, nel 1997. In questo caso venne ritrovata proprio una strana mummia del 1880 a. C, lunga cinque piedi, e dalle analisi era chiaro che questo essere non avesse mai avuto orecchie, presentava occhi a mandorla e la pelle simile alla quella di un rettile. Le iscrizioni della tomba la chiamano Osirunet, consigliere del re, ed il corpo era coperto di impacchi di lino ed una miscela di argilla e oro, ricoperto da oggetti fatti di un materiale sconosciuto.

"Ma forse tutto questo è speculazione come alcuni dicono?". Eppure a me sembra semplice prendere atto che: "L'essere umano è una parte di quel tutto che noi chiamiamo Universo" e ciò che penso non mi pare così assurdo. Però ricordate bene che:

"Ogni cultura ha il suo proprio criterio, la cui validità comincia e finisce con esso. Non vi è alcuna morale umana universale "
Oswald Spengler da Der Untergang des Abendlandes, I, 55

Di ciò consapevole che non vi sono nemmeno realtà assolute
"Solo gli imbecilli non hanno dubbi. Ne sei sicuro? Non ho alcun dubbio! "
Diceva Luciano de Crescenzo
Continuerò a pensare e scrivere"